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Vetrate antincendio, come funzionano?

Fondamentali per garantire la protezione nelle strutture pubbliche, le vetrate antincendio incrementano la sicurezza di ogni edificio scongiurando il rischio di propagazione delle fiamme.

Il loro compito principale è quello di isolare l’incendio riducendo la portata delle fiamme e sono parte integrante, insieme alle porte tagliafuoco, del corredo obbligatorio per garantire la sicurezza di edifici come musei, scuole e uffici.

In questo articolo di Coges Infissi scoprirai le caratteristiche principali delle vetrate tagliafuoco e la normativa a riguardo.

Cosa sono le vetrate antincendio?

Si tratta di particolari vetri, da inserire in serramenti quali porte finestre e finestre, capaci di limitare i danni causati da un incendio isolando le fiamme. Questo permette di limitare la propagazione dell’incendio isolando il rogo in unico ambiente.

Per assolvere a questo compito, le vetrate antincendio vanno abbinate a serramenti resistenti al fuoco, come gli infissi in alluminio, e godono di diverse caratteristiche, tra cui:

  • Maggiore resistenza meccanica: questa si ottiene con un particolare strato in gel sensibile alle temperature, posto tra le superfici in vetro, che si irrigidisce se sottoposto a condizioni termiche estreme;
  • Limitazione della trasmissione del calore: i vetri totalmente trasparenti sono alla base della trasmissione di calore per irraggiamento. Per ovviare a questo fenomeno, è necessario prevedere che siano provvisti di una leggera colorazione.

Queste caratteristiche sono parte integrante dei requisiti per acquisire la marcatura CE. Le performance di protezione antincendio sono regolamentate da norme specifiche, continua a leggere per scoprire di più.

Vetrate antincendio: la normativa

In Italia, il Decreto del Ministero dell’Interno n° 339 del 30 novembre 1983 e gli aggiornamenti inseriti col Decreto Ministeriale del 16 febbraio 2007 chiariscono le norme sull’utilizzo e sulla certificazione di protezione da incendio.

Attualmente le vetrate antincendio sono regolamentate secondo la normativa REI, un acronimo basato sui 3 parametri che determinano la certificazione di protezione dal fuoco di una vetrata:

  1. Resistenza: il primo parametro riguarda la resistenza meccanica del vetro ovvero la capacità di mantenere intatta la sua struttura, anche sotto l’azione diretta delle fiamme;
  2. Ermeticità: questo indica la capacità di impedire il passaggio delle fiamme tra uno strato e l’altro del vetro. L’ermeticità blocca il passaggio anche di vapori e gas nocivi;
  3. Isolamento termico: oltre alle fiamme stesse, anche le temperature estreme costituiscono un importante fattore di rischio. Questo parametro riguarda l’indice di trasmissione di calore da un ambiente all’altro.

Queste 3 caratteristiche sono accompagnate da un numero che indica il tempo massimo in cui esse vengono preservate durante un incendio. La normativa prevede che la cifra sia indicata in minuti e si parte da 15 fino a 180 minuti.

Scopri nel prossimo paragrafo come la normativa REI determina le classi di resistenza agli incendi.

Classe di resistenza RE e REI da incendio: quali sono le differenze

Come riportato in precedenza, le tre lettere dell’acronimo REI indicano le caratteristiche fondamentali di una vetrata antincendio. Le due classi di resistenza principali sono le seguenti:

  • RE: costituisce la classe di resistenza agli incendi primaria. Definiti anche vetri parafiamma, questi prevedono resistenza meccanica e ermeticità al calore e ai gas. Obbligatori nella maggior parte delle strutture pubbliche, questi vetri riescono a compartimentare le fiamme nell’ambiente in cui si è sviluppato il primo focolaio riuscendo ad impedire la propagazione anche da un edificio all’altro;
  • REI: note come vetrate tagliafuoco, mantengono le caratteristiche dei vetri RE ma aggiungono anche un efficiente isolamento termico. Questo permette di ridurre notevolmente la quantità di calore trasmesso da una parte all’altra del vetro. Una caratteristica che garantisce la sicurezza delle persone presenti nell’ambiente prossimo all’incendio rendendo più agevole l’evacuazione. Inoltre, l’isolamento impedisce l’autocombustione degli elementi infiammabili nelle stanze limitrofe al punto d’innesco.

La normativa attuale ha eliminato la lettera R rinominando le due classi in E ed EI, entrambe accompagnate dalla cifra col tempo massimo. Per esempio, una vetrata anticendio EI 120 garantisce resistenza meccanica, ermeticità e isolamento termico per 120 minuti continui.

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