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Nastri termoespandenti, a cosa servono?

Quando si parla di posa di serramenti, il nastro termoespandente è uno degli elementi imprendiscibili per l’esecuzione di un buon lavoro. Questo contribuisce a massimizzare le prestazioni della finestra vantando caratteristiche che lo rendono nettamente superiore al silicone.

I nastri termoespandenti sono parte integrante della norma UNI 11673, la quale fornisce tutte le regole per una posa di alta qualità. Normativa facoltativa, ma presa in considerazione da tutti gli installatori alla ricerca della perfezione, questa abolisce l’utilizzo del silicone sostituendolo con i nastri termoespandenti.

Questi offrono importanti vantaggi, tra cui:

  • Isolamento termico;
  • Isolamento acustico;
  • Garanzia di durata.

Scopri in questo articolo tutto quello che devi sapere sui nastri termoespandenti e come migliorano la qualità di un infisso.

Cosa sono i nastri termoespandenti

Sono dei nastri realizzati in schiuma poliuretanica a celle, a sua volta impregnata di resina. Il nastro termoespandente, anche definito autoespandente, deve il suo nome alla sua capacità di espandersi in funzione della temperatura e non al contatto con l’umidità dell’aria come per le classiche schiume in lattina.

Questo viene posizionato lungo tutto il perimetro dell’isolamento e contribuisce a “tappare” la cavità tra la finestra e il falso telaio, riempiendo con efficacia tutto lo spazio incontrato.

Facili da applicare, non richiedono grossi interventi durante la posa in quanto si presentano come dei rotoli di nastro autoadesivo.La peculiarità principale dei nastri termoespandenti nei loro tempi di espansione.

Come riportato in precedenza, la temperatura ambientale è la discriminante da tenere in considerazione:

  • Temperature invernali: quando le temperature sono a ridosso dei 0°, il nastro può impiegare anche una settimana per espandersi completamente;
  • Temperature estive: al di sopra dei 30° C, il nastro si espande con grande velocità impiegando pochi minuti.

Esistono diverse tipologie di nastro autoespandente, ognuna con caratteristiche uniche in termini di performance ed efficienza anche in base alla posa dei serramenti. Continua a leggere l’articolo per scoprire quali sono.

Nastri termoespandenti, quali sono le tipologie

Il mercato propone numerose varianti di nastro termoespandente ricoprendo diverse fasce di prezzo e opportune esigenze dell’installatore. Scegliendo i più utilizzati, possiamo dividerli in 4 categorie:

  • BG1 – specifico per gli esterni, risulta impermeabile all’acqua battente, permette il passaggio di vapore e preserva l’isolamento per pressione superiori 600 Pa,
  • BG2 – poco resistente ai raggi UV e capace di isolare correttamente a pressioni di circa 300 Pa, risulta adatto all’utilizzo interno;
  • BGR – non adatto all’utilizzo esterno, questo tipo di nastro è totalmente impermeabile ad acqua e vapore;
  • Multifunzione – uniscono la resistenza dei BG1 ad importanti capacità di isolamento termico ed acustico. In base al modello scelto, possono resistere anche a pressioni di 1000 Pa.

Tra le caratteristiche da tenere in considerazione, vanno menzionate la resistenza al fuoco, la resistenza alle temperature (sia alte, sia basse) e le emissioni di sostanze nocive nel tempo.

I nastri termoespandenti possono basarsi su due tipologie di schiume:

  • Schiuma in poliestere – resistenza ai raggi UV ma non all’umidità;
  • Schiuma in polietere – inversamente, resiste bene all’umidità ma soffre se esposta direttamente ai raggi UV.

Queste sono poi impregnate di resina, la quale può essere basata su soluzioni acriliche, cera, paraffina o bitume. Tutte queste caratteristiche contribuiscono a massimizzare l’isolamento dei serramenti.

Scopri come, nel prossimo paragrafo.

Nastri termoespandenti fondamentali per il corretto isolamento della finestra

La comprovata efficienza del nastro termoespandente non sta solo nella sua grande rapidità di posa. Questo riesce a fornire, in un’unica soluzione, differenti benefici alle finestre, tra cui:

  • Eliminazione di spifferi e infiltrazioni d’acqua – il nastro riesce a coprire con grande efficienza tutte le cavità, prevenendo la formazione di ogni sorta di falla da cui potrebbero passare acqua e aria;
  • Isolamento acustico migliorato – diversi nastri riescono ad offrire importanti performance in termini di isolamento acustico portando ad un abbattimento acustico anche di 58 Db;
  • Isolamento termico – i materiali utilizzati per i nastri termoespandenti sono studiati per massimizzare l’isolamento termico dell’infisso;
  • Risparmio energetico – l’eccellente isolamento permette di gestire al meglio le temperature interne, il tutto con un diretto impatto sulle spese energetiche derivate da un minore utilizzo degli impianti di climatizzazione;
  • Protezione da muffa e condensa – la corretta traspirazione del vapore dall’interno verso l’esterno protegge dalla formazione di muffe nell’infisso;
  • Tenuta nel tempo – a differenza delle soluzioni tradizionali, il nastro è studiato per durare nel tempo. Diversi modelli sono anche garantiti per 10 o 15 anni.

Tutte queste prestazioni non sono ottenibili dalle classiche soluzioni con silicone, quali non sono menzionate dalla normativa UNI 11673. Questo materiale risulta inefficiente sotto molti aspetti, soprattutto nella durata a lungo termine: col tempo, il silicone perde di elasticità e tende a spaccarsi rendendo praticamente nullo l’effetto isolante.

I nastri termoespandenti offrono le massime prestazioni se abbinati ad un infisso di ultima generazione: da Coges potrai scegliere finestre di altissima qualità capaci di fornire elevati livelli di isolamento termico ed acustico.

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