Bonus casa 2026: ristrutturazioni edilizie, bonus sicurezza e tutte le agevolazioni fiscali – Parte 2
L’Agevolazione IVA sulla Fornitura e Posa degli Infissi
Per gli interventi di sostituzione di infissi, serramenti, porte e finestre è possibile usufruire dell’aliquota IVA ridotta al 10%, un’agevolazione che si aggiunge alle detrazioni IRPEF e che riduce il costo dell’intervento già al momento del pagamento, senza dover attendere il rimborso in dichiarazione dei redditi.
Per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati sulle unità immobiliari abitative, l’IVA ridotta al 10% si applica sulle prestazioni di servizi rese dall’impresa che esegue i lavori. Sui beni forniti nell’ambito del contratto di appalto, invece, si applica una regola speciale per i cosiddetti beni di valore significativo. Gli infissi esterni e interni rientrano esplicitamente nell’elenco dei beni significativi individuato dal decreto del 29 dicembre 1999, insieme ad ascensori e montacarichi, caldaie, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni, impianti di sicurezza.
Per i beni significativi, l’IVA al 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e il costo dei beni stessi. Sul valore residuo dei beni si applica invece l’aliquota ordinaria del 22%. A titolo di esempio: se un intervento di sostituzione finestre ha un costo totale di 10.000 euro, di cui 4.000 di manodopera e 6.000 di infissi, l’IVA al 10% si applica su 4.000 euro, mentre sui restanti 2.000 euro di valore residuo degli infissi si applica l’IVA al 22%. La fattura emessa dall’impresa deve specificare sia l’oggetto della prestazione sia il valore degli infissi forniti.
Per i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, invece, l’IVA al 10% si applica in modo più ampio: sia sulle prestazioni di servizi sia sull’acquisto di beni finiti forniti per la realizzazione degli interventi, incluse le porte, gli infissi esterni, i serramenti e le finestre. In questo caso non si applica la regola dei beni significativi e l’agevolazione copre l’intero valore dei prodotti installati.
L’IVA agevolata al 10% non si può invece applicare ai materiali acquistati direttamente dal committente (senza impresa installatrice), alle prestazioni professionali, né alle prestazioni rese in esecuzione di subappalti: in quest’ultimo caso la ditta subappaltatrice fattura all’impresa principale con IVA al 22%, ed è l’impresa principale a fatturare al committente con IVA al 10%.
La Detrazione per Acquisto di Immobili Già Ristrutturati
Una forma di agevolazione meno nota ma particolarmente interessante riguarda chi acquista un’unità abitativa facente parte di un edificio sul quale sono stati effettuati interventi di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia. In questo caso il nuovo proprietario può beneficiare della detrazione IRPEF senza dover effettuare personalmente i lavori, a condizione che gli interventi abbiano riguardato l’intero fabbricato e siano stati eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, o da cooperative edilizie, che entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.
L’agevolazione si calcola non sulle spese effettive di ristrutturazione, ma su un importo forfettario pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (IVA inclusa), con un limite massimo di spesa di 96.000 euro. A titolo di esempio: chi acquista un’abitazione principale nel 2026 al prezzo di 200.000 euro calcola la detrazione su 50.000 euro (25% di 200.000), con un’aliquota del 50%, ottenendo una detrazione totale di 25.000 euro ripartita in 10 rate annuali da 2.500 euro.
Per beneficiare dell’agevolazione non è necessario il pagamento tramite bonifico: è sufficiente conservare l’atto di acquisto o il preliminare di vendita registrato. Se gli atti non riportano la data di ultimazione dei lavori o non indicano che si tratta di immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato, il contribuente dovrà chiedere all’impresa di costruzione una dichiarazione che attesti le condizioni richieste.
La Detrazione degli Interessi Passivi sui Mutui per Ristrutturare Casa
Chi ristruttura la propria abitazione principale ricorrendo a un mutuo ipotecario può beneficiare di un’ulteriore agevolazione: la detrazione del 19% degli interessi passivi pagati, indicandone l’importo nella dichiarazione annuale dei redditi. L’importo massimo sul quale calcolare la detrazione è pari a 2.582,25 euro, il che significa una detrazione massima di circa 490 euro annui. L’agevolazione si applica ai mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la ristrutturazione o la costruzione dell’abitazione principale. Questa detrazione è cumulabile con quella per le spese di ristrutturazione degli infissi: è quindi possibile detrarre contemporaneamente sia il 50% dei costi dei lavori sia il 19% degli interessi sul mutuo utilizzato per finanziarli.
Le condizioni necessarie per richiedere la detrazione sono tre: il mutuo deve essere stipulato nei 6 mesi antecedenti la data di inizio dei lavori o nei 18 mesi successivi; l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine dei lavori; il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’immobile. Il diritto alla detrazione viene meno dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, con l’eccezione dei trasferimenti per motivi di lavoro.
Riepilogo di Tutte le Agevolazioni Fiscali per Infissi e Serramenti nel 2026
La tabella seguente riepiloga in modo sintetico tutte le agevolazioni fiscali disponibili nel 2026 per chi interviene sugli infissi, serramenti, finestre, porte e sistemi di schermatura solare del proprio immobile, con le relative percentuali, limiti di spesa e scadenze.
AGEVOLAZIONE | INTERVENTI AMMESSI | BENEFICIO FISCALE | LIMITE SPESA | SCADENZA |
IVA agevolata — manutenzione ordinaria/straordinaria | Sostituzione infissi, serramenti, tapparelle su abitazioni residenziali | IVA 10% su prestazioni di servizi | Nessun limite | Nessuna |
IVA agevolata — restauro e ristrutturazione | Infissi, serramenti e beni finiti nell’ambito di restauro/ristrutturazione | IVA 10% su servizi e beni finiti | Nessun limite | Nessuna |
Ecobonus — infissi con miglioramento energetico | Sostituzione infissi, portefinestre, tapparelle, veneziane con miglioramento trasmittanza Uw | Detrazione IRPEF/IRES 50% | 60.000 € | 31/12/2026 |
Bonus Casa — abitazione principale | Manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione — proprietario/diritto reale | Detrazione IRPEF 50% | 96.000 € | 31/12/2026 |
Bonus Casa — altri casi | Seconde case, locatari, comodatari, familiari conviventi non proprietari | Detrazione IRPEF 36% | 96.000 € | 31/12/2026 |
Interessi passivi su mutui per ristrutturazione | Mutui ipotecari dal 1998 per ristrutturazione/costruzione abitazione principale | Detrazione IRPEF 19% | Max 2.582 € | Nessuna |
Nota: Bonus Casa ed Ecobonus non sono cumulabili per le stesse spese. L’IVA agevolata al 10% si applica in aggiunta alle detrazioni IRPEF.
Documenti da Conservare per Ottenere le Detrazioni
Per non perdere il diritto alle detrazioni in caso di controllo fiscale, è fondamentale conservare tutta la documentazione relativa ai lavori effettuati. I contribuenti che usufruiscono del Bonus Casa o dell’Ecobonus per la sostituzione di infissi devono conservare i seguenti documenti:
- Ricevute dei bonifici bancari o postali effettuati per il pagamento dei lavori (bonifico parlante con causale, codice fiscale beneficiario e P. IVA impresa)
- Fatture o ricevute fiscali dell’impresa installatrice relative alle spese sostenute per la sostituzione degli infissi
- Schede tecniche dei prodotti installati, con indicazione della trasmittanza termica (Uw) e della marchiatura CE (obbligatoria per l’Ecobonus)
- Documentazione catastale dell’immobile (visura o domanda di accatastamento se l’immobile non è ancora censito)
- Ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta
- Abilitazioni amministrative richieste dalla legislazione edilizia vigente (CILA, SCIA, permesso di costruire) o, se non richieste, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà
- Per interventi su parti comuni condominiali: delibera assembleare di approvazione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese
- Per l’Ecobonus: ricevuta di trasmissione all’ENEA della scheda descrittiva dell’intervento entro 90 giorni dalla fine dei lavori
- Per l’Ecobonus: asseverazione del tecnico abilitato o dichiarazione del produttore attestante il rispetto dei valori di trasmittanza termica richiesti
Questi documenti potrebbero essere richiesti dagli uffici finanziari che controllano le dichiarazioni dei redditi. È consigliabile conservarli per almeno 10 anni dall’ultimo anno in cui si è usufruito della detrazione, ovvero per tutta la durata del periodo di fruizione delle rate annuali.
Leggi la parte 1 sul bonus casa 2026
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